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Ho imparato ad utilizzare
le tecniche d'aguglieria in casa da piccolissima: prima di iniziare a
leggere e scrivere maneggiavo uncinetti, forcelle e fili colorati. Dopo aver passato anni a realizzare maglioni, scampoli inutilizzabili, pizzi, arzigogoli cromatici e praticamente ogni tipo possibile di capo d'abbigliamento ed accessorio ho iniziato a sperimentare e non mi sono più fermata. Mi sono appassionata di "free-form-crochet", sia figurativo che astratto, con cui ho fatto esperimenti con lavori bidimensionali. Con questa tecnica ho realizzato pannelli e qualche capo indossabile.
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Per quanto riguarda
in particolare la mia attività di dollmaker (lavori, tecniche e soprattutto
didattica) rimando alla pagina "bambole"
attraverso cui è possibile accedere al sito http://www.baronedirondo.com
in cui si trovano tutte le informazioni al riguardo.
I miei lavori
quasi mai seguono un progetto preciso ed una volontà premeditata: la
realizzazione di un oggetto è determinata soprattutto dai filati che
ho a disposizione. Lascio che a guidarmi siano i colori e le suggestioni del
momento. Ciò che mi interessa di più è proprio seguire
l'istinto e vedere ciò che esce dalle mie mani: così mi capita
di iniziare in un modo e non poter prevedere cosa accadrà in corso d'opera,
specialmente per lavori di grandi dimensioni che richiedono settimane per essere
portati a termine. Può accadere che io debba
fare e disfare più
volte dei pezzi finchè non corrispondono perfettamente a ciò che
voglio esprimere, oppure posso iniziare con un'idea precisa, per poi cambiare
strada radicalmente.
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La necessità di continua sperimentazione mi porta a realizzare lavori in cui ricreare alla mia maniera oggetti del mondo reale, oppure ad inventare cose inesistenti. Mi interessa molto la possibilità di interazione con gli oggetti che creo: oggetti sovradimensionati e morbidi da guardare e da toccare, da indossare o in cui affondare le mani, con cui giocare e per i quali inventare delle storie. Al contempo mi incuriosisce la possibilità di esplorare tematiche prettamente femminili e contemporanee (lo stereotipo del potere del corpo femminile, per esempio) utilizzando in modo imprevedibile e giocoso tecniche come il muliebre domestico sferruzzare (comunemente considerate incombenza od hobby unicamente femminile).
a sinistra: Do you think I'm sexy?; 2005; filato di cotone lavorato all'uncinetto ed imbottito; cm. 40x25x20 |